domenica 22 marzo 2026 - 17:25
Una riflessione sulle parole del leader martire della Rivoluzione e sull’epopea popolare nelle notti decisive

La storia della Rivoluzione Islamica dell’Iran è sempre stata segnata da un legame indissolubile tra la guida e la nazione. Una delle manifestazioni più luminose di questo legame è emersa nelle notti delicate e decisive successive alla dolorosa dipartita dell’amato Leader Martire della Rivoluzione Islamica, l’Imam Khamenei, che Iddio elevi il suo grado.

Agenzia Hawzah News – Un mese fa, quando ancora la polvere di un grande evento non si era posata sul Paese, l’Imam Khamenei pronunciò una frase destinata a rimanere nel tempo e che oggi comprendiamo più profondamente:

چنانچه حادثه‌ای برای کشور پیش بیاید خدای متعال این مردم را مبعوث خواهد کرد برای مقابله با حوادث و کار را مردم تمام خواهند کرد

«Se dovesse accadere qualcosa al Paese, Dio Altissimo risveglierà questo popolo affinché affronti gli avvenimenti, e sarà la gente stessa a portare a termine l’opera»

Questa frase non era uno slogan, ma la previsione nata dalla profonda fede e lucidità di un popolo che, nei momenti cruciali della storia, è sempre rimasto presente.

Ieri sera, non nei ricordi, ma davanti ai miei occhi, ho visto questo prodigio. In una notte in cui il respiro del Paese sembrava sospeso, ebbe inizio un vasto e spontaneo movimento popolare. Dalla piazza Jihad fino a piazza Imam Khomeini, vidi una folla che pareva chiamata da una voce invisibile. Con un’emozione indescrivibile, attraversai la città di Qom per contemplare l’ampiezza di questo richiamo senza segni apparenti.

In piazza Amini Bayat e piazza Towhid, mi trovai davanti a una marea umana il cui numero superava perfino quello delle più fervide manifestazioni del passato. Non era più possibile restare semplici osservatori: era la concreta realizzazione delle parole del leader martire: «Dio risveglierà questo popolo».

Il movimento continuò verso piazza Sepah e Zanbilabad, e il mio stupore cresceva di momento in momento. Le persone che da ogni vicolo e strada si univano a questa immensa onda dimostravano che non si trattava di una semplice marcia: era un’insurrezione per proteggere l’identità della nazione.

Il percorso proseguì verso piazza Zohour a Jamkaran. Lì incontrammo un’enorme carovana di automobili e motociclette, le cui luci accese nella notte formavano una catena luminosa che riaccendeva la speranza nei cuori. Poi, dalle vie Shahid Del-Azar e Panzdah-e Khordad, un numero ancora maggiore di persone si unì alla folla. In quella notte decisiva, tutti, con unità e slogan epici, rispondevano all’appello del loro amato leader.

Sono orgoglioso di vivere in questa terra, una terra il cui popolo è così riconoscente e sempre presente. O Dio, ti ringrazio per aver posto davanti ai miei occhi tali scene, affinché potessi vedere chiaramente questo risveglio della nazione non nei libri di storia, ma nella vita contemporanea.

Senza dubbio, la perdita del leader martire della Rivoluzione è profondamente dolorosa. Il vuoto che si è creato nei cuori non può essere colmato se non con la fede nel suo cammino. Ma in mezzo a questo pesante dolore ripetiamo una frase che dà conforto: il nostro leader è andato a riprendere fiato e tornerà.

Questa convinzione che il suo cammino e i suoi ideali siano ancora vivi, e che egli stesso alla fine si unirà ai suoi compagni martiri e al suo Signore, è di conforto per i cuori stanchi.

In queste notti, in ogni angolo del mio Paese, vedo con i miei occhi come le parole del leader martire della Rivoluzione si siano realizzate. Con una presenza straordinaria, il popolo ha dimostrato di essere il vero sostegno della Repubblica Islamica e della Rivoluzione, e che sarà la gente stessa a portare a termine l’opera.

Questa grande epopea ha dimostrato ancora una volta che il segreto della sopravvivenza e della vittoria della Rivoluzione Islamica risiede in questo legame indissolubile e nella profonda fede del popolo nella sua guida e nei suoi ideali. O Dio, rendi questo popolo per sempre onorato e vittorioso.

Mohammadi

A cura di Mostafa Milani Amin

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